25/06/09

Mock Draft 2.0

Editerò direttamente il Mock precedente. I Knicks prendono la scelta numero 29 dai Lakers. Attenzione ai Nets che potrebbero cambiare obiettivo dopo la trade che ha spedito Vince Carter a Orlando in cambio di Alston, Battie e soprattutto Courtney Lee. Portland data fortissima su Casspi del Maccabi.

  1. Los Angeles Clippers Blake Griffin
  2. Memphis Grizzlies Hasheem Thabeet
  3. Oklahoma City Thunder Ricky Rubio
  4. Sacramento Kings Tyreke Evans
  5. Minnesota Timberwolves James Harden
  6. Minnesota Timberwolves Jonny Flynn
  7. Golden State Warriors Jordan Hill
  8. New York Knicks Stephen Curry
  9. Toronto Raptors Demar Derozan
  10. Milwaukee Bucks Jrue Holiday
  11. New Jersey Nets Terrence Williams
  12. Charlotte Bobcats James Johnson
  13. Indiana Pacers Ty Lawson
  14. Phoenix Suns Brandon Jennings
  15. Detroit Pistons Gerald Henderson
  16. Chicago Bulls B.J.Mullens
  17. Philadelphia 76ers Eric Maynor
  18. Minnesota Timberwolves Earl Clark
  19. Atlanta Hawks Dejuan Blair
  20. Utah Jazz Tyler Hansbrough
  21. New Orleans Hornets Jeff Teague
  22. Portland Trail Blazers Omri Casspi
  23. Sacramento Kings Austin Daye
  24. Dallas Mavericks DeMarre Carroll
  25. Oklahoma City Thunder Sam Young
  26. Chicago Bulls Taj Gibson
  27. Memphis Grizzlies DaJuan Summers
  28. Minnesota Timberwolves Jonas Jerebko
  29. New York Knicks Wayne Ellington
  30. Cleveland Cavaliers Rodrigue Beaubois

NBA Draft, gli altri

Chiudo con una breve presentazione di alcuni giocatori interessanti. Il loro range di scelta dovrebbe essere tra la fine del primo giro e l'inizio del secondo. Tra i miei preferiti Nando De Colo.

Toney Douglas, 6-1, PG/SG, Florida State - Tra le sorprese degli ultimi giorni, potrebbe finire nella seconda metà del primo giro. Più guardia che playmaker, realizzatore, eccellente tiro anche dalla lunga. Buon trattamento di palla. Eddie House? 21.5 punti, 3.9 rimbalzi, 2.9 assist, 38.5% da 3 punti.

DeMarre Carroll, 6-8, SF/PF, Missouri - Sinceramente non lo sceglierei al primo giro. Buon tiro, buona intensità, buon giocatore a rimbalzo, buon fisico. Non eccelle in nessuna categoria, mi sembra abbia poca "toughness" e aggressività per giocare ala grande nella NBA a 2,01m. 16.6 punti, 7.2 rimbalzi, 2.2 assist, 36.4% dalla lunga.

Victor Claver, 6-10, SF/PF, Pamesa Valencia (SPA) - Infortunato nell'ultima stagione, è comunque tra i migliori prospetti europei. Potenzialmente mi sembra giocatore da metà primo giro, ma pagherà il lungo stop fisico. Atletone, buon tiro, fisico interessante, può migliorare ovunque. Nelle poche partite giocate (16) 8.3 punti, 4.5 rimbalzi, 65.1% da 2 punti e 41.5% da 3 in 23.0 minuti di media.

Nando De Colo, 6-5, PG, Cholet (FRA) - Compagno di squadra di Beaubois, non capisco come faccia ad essere così indietro nelle graduatorie degli scout. Buon trattamento di palla, tiro, passatore sopraffino, in generale un signor giocatore di pallacanestro. Non è atletico? Chi se ne frega. 14.7 punti, 3.6 rimbalzi, 3.3 rimbalzi, 50.8% da 2 punti con lo Cholet.

Sergio Llull, 6-3, PG, Real Madrid (SPA) - Altro caso di europeo sottovalutato. Capisco che si pensi ad un upside limitato ma scegliere Jennings tra i primi 15 e lui a metà del secondo giro non credo abbia molto senso. Regista, buon fisico (1,90m), light version del più giovane Rubio. In Spagna sono messi bene per il futuro. In 22 minuti di utilizzo 8.6 punti, 2.2 rimbalzi, 2.7 assist, 38.4% da 3 punti.

Marcus Thornton, 6-4, SG, LSU - Giocatore pronto per la NBA, può dare subito un contributo. Discreti fondamentali, buonissimo tiro, capacità realizzative sopra la media. Magari un po' piccolo per giocare guardia nella NBA (1,90m), mi piacerebbe vederlo come cambio di Ginobili nel sistema degli Spurs (che avranno la settima chiamata del secondo round). 21.1 punti, 5.5 rimbalzi, 2.1 assist, 38.5% da 3 punti, 30.3 di PER.

DaJuan Summers, 6-8, SF/PF, Georgetown - Ala dall'eccellente tiro, ci sono diversi punti interrogativi sulle altre fasi del suo gioco. A metà tra il numero 3 e il numero 4, potrebbe essere un discreto cambio delle ali NBA o un giocatore pronto per l'Europa. Deve migliorare a rimbalzo. 13.6 punti, 4.1 rimbalzi, 1.3 assist, 38.5% da oltre l'arco.

Josh Heytvelt, 6-11, PF, Gonzaga - Pensavo fosse più forte. L'ho seguito nella sua carriera collegiale e non è mai esploso definitivamente. Discreto atleta, eccellente tocco, range da 3 punti, interessante mobilità laterale per essere un 2,09m. Dicono abbia qualche problemino fuori dal campo. 14.7 punti, 6.5 rimbalzi, 57.2% nel tiro da 2 punti, 40.4% dalla lunga.

Danny Green, 6-6, SG/SF, UNC - Prototipo del giocatore di ruolo, sarebbe davvero interessante vederlo in una squadra da Playoffs che lo scelga al secondo giro. Esterno completo, tiratore sopra la media, superbo difensore, braccia lunghe, taglia fisica interessante; questo ragazzo mi sembra veramente sottovalutato. Eppure all'università ha vinto e convinto. Per North Carolina 13.6 punti, 4.7 rimbalzi, 2.7 rimbalzi, 1.8 recuperi, 1.3 stoppate, 41.8% da 3 punti.

24/06/09

NBA Draft, 5th - 1st

Ultimi cinque nomi dunque. Griffin sarà certamente la scelta numero 1. Sulle altre posizioni molta incertezza.

Tyreke Evans, 6-5, PG/SG, Memphis - Sul ruolo c'è da fare immediatamente una precisazione: Evans non è un playmaker, ma un giocatore che ama partire con la palla in mano, in punta. Tipica combo-guard, giocatore di pick'n'roll, buon trattatore della palla, sa creare per sè e per i compagni; giocatore che va dentro con la moto, finisce anche subendo il contatto, atletico, forte nella parte superiore di un corpo che controlla benissimo. Molto limitato nel tiro da 3 punti, potrebbe essere proprio questo a portarlo fuori dalle prime 5 chiamate assolute. Versatilità, forza, velocità di piedi e taglia fisica (1,95m) potrebbero renderlo un eccellente difensore NBA, anche se spesso gioca troppo per rubare il pallone. Limiti: tiro da fuori, percentuali ai liberi, ruolo, palle perse. Ma il materiale su cui lavorare c'è tutto. A Memphis 17.1 punti, 5.4 rimbalzi, 3.9 assist, 2.1 recuperi, 27.4% da 3 punti e 30% di Assist Rate.


James Harden, 6-5, SG, Arizona State - Migliore shooting guard del Draft, senza se e senza ma. Giocatore all-around, unisce a una innata capacità di far canestro buonissime doti di passatore e un decision-making migliore di tanti playmaker da primo giro. Decisamente sopra la media anche a rimbalzo, difensivamente è tutt'altro che un giocatore alle prime armi. Tiratore affidabile ma non eccezionale, si dice che sia anche un ragazzo "allenabile", con spiccata etica del lavoro. Ritenuto da molti un po'piccolo per la posizione (ma comunque parliamo di un esterno di 1,94m), deve migliorare il gioco intermedio e il trattamento di palla. Come vedete la descrizione è simile a quella di Roy versione 2006 e come l'All-Star dei Blazers, Harden è considerato uno dei giocatori in assoluto più pronti del lotto anche se con upside limitato. E se continuasse a migliorare come Brandon? Abilissimo a guadagnare falli, deve migliorare dalla lunetta dove comunque tira il 75.6%. Nell'ultima stagione 20.1 punti, 5.6 rimbalzi, 4.2 assist, 1.7 recuperi, 35.6% da 3 punti, Player Efficiency Rating di 29.2.


Hasheem Thabeet, 7-3, C, Connecticut - L'altezza non si insegna. Tra le grandi verità nella storia del gioco, questa è in assoluto una delle mie preferite. Il tanzaniano da UConn verrà scelto così in alto (è proprio il caso di dirlo) perchè i pivot di 2,20m non si trovano al supermercato e perchè comunque potrebbe diventare un giocatore di impatto. Non è ovviamente Shaq, non è nemmeno il primo Mourning. E'un giocatore simile all'altro africano Mutombo, che per lunghezza di braccia, tempismo per la stoppata e presenza in area potrebbe diventare un fattore difensivo importante. In attacco siamo decisamente alle aste, anche se è tiratore di liberi non così malvagio (quasi 63% dalla linea della carità) e si potrebbe lavorare su di lui costruendogli uno-due movimenti in post basso; magari anche meccanici, l'importante è che siano efficaci. E a quell'altezza è difficilmente stoppabile. Deve assolutamente lavorare sulla mobilità e a rimbalzo può far meglio. La stoppata è ovviamente il suo numero migliore, aiutato da un'apertura alare di quasi 2,30m. Esce dal college con i seguenti numeri: 13.6 punti, 10.8 rimbalzi, 4.2 stoppate, 64% dal campo e l'11.9% di Block Rate.

Ricky Rubio, 6-3, PG, Joventut Badalona (SPA) - Se Harden è la miglior guardia tiratrice del lotto, questo è il miglior playmaker del Draft. Ma di gran lunga eh. Creativo, trattatore di palla spettacoloso, due mani per passare, meglio per illuminare il gioco dal palleggio. Alto (in America con le scarpe lo hanno misurato addirittura 1,93m), superbo giocatore di pick'n'roll, ha margini di miglioramento enormi avendo solo 18 anni. Fondamentali tipici del giocatore europeo, è ritenuto un possibile eccellente difensore per le qualità fisiche e per le mani velocissime, che già oggi ne fanno un ladro di palloni con pochi eguali. Da migliorare un tiro da fuori sul quale già ha lavorato molto (quest'anno è passato al 42% nel tiro da 3 punti) e un fisico in questo momento un po' leggero per la NBA. Numero di palle perse elevate, ma con la maturità arriveranno anche scelte migliori. Il vero grosso problema sono le percentuali al tiro: 37.4% da due punti, bassissimo anche per un esterno. Può e deve crescere da quel punto di vista. Tuttavia non avessi bisogno di un numero 4 (e quindi di Griffin) Rubio sarebbe assolutamente la mia prima scelta assoluta. In ACB 10.0 punti, 6.1 assist, 2.6 rimbalzi, 2.2 recuperi in soli 23 minuti di media.


Blake Griffin, 6-10, PF, Oklahoma - Ho sentito tantissime cose sul conto di questo ragazzo: è piccolo, non sarà un fattore nelle aree NBA, non segna da fuori, ecc. Secondo me è fortissimo e non solo perchè andrà alla numero 1. Atleta incredibile, sa giocare in post (non è Duncan però), buonissime mani anche per tirare dai 4 metri, fisico esplosivo. Non altissimo ma certamente nella media del ruolo (2,05m senza le scarpe), a rimbalzo è una forza della natura, soprattutto difensivamente dove a livello collegiale ha spazzato il ferro e portato a casa tutto quello che poteva: 32.4% la sua percentuale a rimbalzo difensivo, terzo della nazione (ma primo in questo Draft). Difensivamente è da costruire, soprattutto come posizionamento ma il corpo e l'atletismo sui quali metter sù un buon difensore NBA sono lì da vedere. Può migliorare anche come passatore (le mani ci sono), e come stoppatore: un atleta con il suo tempismo deve intimidire di più. Occhio soprattutto ai tiri liberi: oggi tira meno del 60%, potrebbe essere un problema grosso. Ricorda il McDyess pre-infortunio e per qualcuno è poco; forse in troppi si sono scordati del giocatore che era Dice con le ginocchia sane. Griffin può avere impatto immediato, mi aspetto un 15+10 già nella stagione da rookie. Scusate se è poco. Ad Oklahoma 22.7 punti, 14.4 rimbalzi, 2.3 assist, 1.1 stoppate, 66% di eFG% e 37.3 di Player Efficiency Rating.

NBA Draft, 10th - 6th

Mi scuso per i due giorni di assenza, dovuti principalmente ad impegni universitari. Riprendo con la presentazione del Draft e in particolare di quei prospetti che dovrebbero essere scelti all'interno delle prime 10 chiamate assolute.

Demar Derozan, 6-7, SG/SF, USC - Siamo di fronte ad uno dei giocatori più discussi di questo Draft. Il potenziale è di primo livello, perchè parliamo di una guardia-ala atletica, con un buonissimo fisico e un talento puro su cui saresti pronto a scommettere. Eppure il ragazzo viene da una stagione al college dove non ha convinto esattamente tutti, sia per gli evidenti limiti al tiro, soprattutto da 3 punti (pessimo 16.7% a USC), sia per un bagaglio offensivo che oggi sembra limitato e che non ne fa un giocatore estremamente produttivo. Il pacchetto fisico-atletico e il potenziale che ha mostrato anche da un punto di vista tecnico (il gioco intermedio è davvero interessante, a rimbalzo ci va per davvero) dovrebbero farlo chiamare all'interno delle prime 10-12 posizioni ma il rischio che si parli del nuovo Gerald Green/Antoine Wright c'è tutto. A Southern California 13.9 punti, 5.7 rimbalzi, 1.5 assist con il 56.2% nel tiro da due.


Jordan Hill, 6-10, PF, Arizona - Sul caso Hill la giuria è ancora in camera di consiglio. C'è chi lo ha paragonato a Chris Bosh, chi ha parlato di lui come di un Chris Wilcox più forte a rimbalzo. Sinceramente mi sembra una via di mezzo. Il potenziale offensivo è discreto (buon tiro dai 4-5 metri, capacità di finire vicino al ferro, va in lunetta con continuità), migliore di quello del Wilcox di Maryland ma senza dubbio lontano dai lampi di talento che Bosh mostrava ai tempi del college. Quello che sicuramente piace dell'ala da Arizona è il suo atletismo, la sua rapidità, la capacità di correre il campo, e i consueti centimetri (208) che ne fanno un giocatore pronto per ricoprire il ruolo di numero 4, anche nella NBA. Eccellenti qualità a rimbalzo, si segnala nell'ultimo anno come il 14esimo d'America per percentuale di rimbalzi offensivi catturati (15.4%). Discreto stoppatore, da costruire a livello difensivo e nel gioco spalle a canestro. Per i Wildcats chiude l'anno da Junior con 18.3 punti, 11.0 rimbalzi, 1.7 stoppate e il 53.7% dal campo.


Jrue Holiday, 6-4, PG/SG, UCLA - Quotazioni in ribasso. Eccellenti doti da passatore, potenziale difensivo importante, alto per la posizione di playmaker, discreto giocatore di pick'n'roll. Paga probabilmente un ruolo non ancora definito (playmaker?guardia?), un tiro lontano dagli standard richiesti e qualità atletiche "solo" normali. Nonostante Holiday sia tutto tranne che un giocatore esplosivo è più che discreto a rimbalzo, sa finire nel traffico ed ha buonissima mobilità laterale. Il ragazzo comunque produce poco in attacco, è sospetto ai liberi (72.6%) e tende a perdere qualche pallone di troppo (2.1 Turnovers a partita in 27 minuti di media). Solo il futuro potrà dirci se riuscirà ad esprimere tutto il suo potenziale, certo è che alcune qualità (difesa soprattutto) presenti nel suo bagaglio tecnico potrebbero farne un buonissimo giocatore di sistema all'interno della NBA. A UCLA 8.5 punti, 3.8 rimbalzi, 3.7 assist, 1.6 recuperi e il 23.8% di Assist rate.

Jonny Flynn, 6-0, PG, Syracuse - Al contrario di Holiday il suo è uno dei nomi più caldi degli ultimi giorni, per DraftExpress in questo momento sarebbe addirittura la scelta numero 4. Il giocatore convince nel doppio ruolo di playmaker e realizzatore, piace agli scout per la sua esplosività, per il primo passo fulmineo, per l'aggressività che mette sul campo nonostante non sia dotato di un fisico statuario (1,81m). I limiti sono quelli che più o meno abbiamo attribuito alla metà dei giocatori presentati: piccolo, tiro da fuori da costruire, difensore modesto che a livello NBA potrebbe pesantemente pagare la mancanza di centimetri. Discreto trattatore della palla (non eccezionale comunque), a volte fuori controllo, deve migliorare anche ai liberi, fondamentale in cui oggi è solo un giocatore "normale" per il ruolo (78.6% la sua percentuale dalla lunetta). La domanda è sempre la stessa: sceglieranno così in alto un giocatore di 1,80m? Vedremo. Certe sono solo le sue cifre nell'anno universitario: 17.4 punti, 2.7 rimbalzi, 6.7 assist, 32.4% di Assist Rate ma anche 3.4 palle perse a partita e il basso 31.7% nel tiro dalla lunga.


Stephen Curry, 6-3, PG/SG, Davidson - Miglior marcatore dell'ultima stagione NCAA, figlio d'arte (il padre Dell fu sesto uomo dell'anno nella NBA), tra i tiratori più puri del Draft 2009. Le perplessità sono sul ruolo: nonostante sia migliorato nella gestione della squadra e dei ritmi Stephen è l'ennesimo giocatore a metà tra la guardia e il playmaker, troppo realizzatore per fare il regista troppo piccolo a livello NBA per attaccare e (soprattutto) difendere nella posizione di numero 2. Cresciuto tantissimo come passatore (40.2% di Assist Rate) resta comunque un giocatore nato per fare canestro, fortissimo con e senza la palla, abilissimo nel crearsi il tiro dal palleggio o sfruttando i blocchi dei compagni. Ricorda un po' Rip Hamilton nel gioco off-ball, in perenne movimento, portando "a spasso" il diretto marcatore. Atleta e fisico normale, deve irrobustire la parte superiore del corpo per adeguarsi allo standard fisico della NBA. Giocatore aggressivo e "competitive", ha un IQ cestistico elevato che potrebbe aiutarlo non poco nel suo inserimento all'interno della Lega. Sinceramente mi piacerebbe vederlo giocare lontano dalla palla, magari nel backcourt di una squadra che possa mettergli vicino un playmaker fisico. Nell'ultimo anno collegiale 28.6 punti, 4.4 rimbalzi, 5.6 assist, 38.7% da 3 punti, 117.9 di Offensive Rating e un PER pari a 36.4.

21/06/09

NBA Draft, 15th - 11th

Terzo appuntamento con la mia preview del Draft 2009. Oggi saliamo ancora, presentando quei giocatori che verosimilmente verranno chiamati dopo la scelta numero 10. Tra i nomi più conosciuti Brandon Jennings, visto (poco) alla Lottomatica Roma nell'ultima stagione.

Austin Daye, 6-10, SF, Gonzaga - Due cose non si possono certo insegnare a questo ragazzo: altezza e tiro. Austin è 2,08m veri, braccia lunghissime (2,20m di wingspan) ed ha una meccanica di tiro invidiabile. Il resto è certamente da costruire. Non sappiamo ancora che ruolo ricoprirà nella NBA ma è un giocatore con poca forza nella parte superiore del corpo, leggero, che non fa della contatto fisico il credo della sua pallacanestro. Al momento è un numero 3 ma si hanno dubbi sulla sua capacità di tenere le ali piccole del piano di sopra. Estremamente coordinato, più che discreto a rimbalzo, ha un timing per stoppare che ricorda quello di Tayshaun Prince; come giocatore comunque credo che il paragone più azzeccato sia quello con Channing Frye. Atleta nella media. A Gonzaga un secondo anno da 12.7 punti, 6.8 rimbalzi, 2.1 stoppate (19esimo d'America) con l'8.4% di Blocking Percentage.

Earl Clark, 6-9, SF/PF, Louisville - Altro giocatore che non mi entusiasma. Per carità potenziale enorme, fisico esplosivo, buone mani per finire, centimetri, atletismo. Però come scrivono anche su DraftExpress le possibilità che sia un clamoroso bust sono molto alte. Non convince come tiratore, non è assolutamente un giocatore di post, va forte a rimbalzo, va male ai liberi. Ala grande? Ala piccola? Non produce tantissimo, in attacco è più un progetto che un giocatore fatto e finito. Buon trattamento di palla, passatore forse sottovalutato. Sinceramente non lo chiamerei così in alto ma qualche front-office che si innamorerà di questo 2,05m sicuramente lo troveremo. A Louisville 14.2 punti, 8.7 rimbalzi, 3.2 assist ma anche 3.2 perse.


Dejuan Blair, 6-6, PF/C, Pittsburgh - La prima cosa che mi viene in mente su di lui: peccato. A rimbalzo è veramente una bestia, nel senso più positivo del termine. Numero uno a livello NCAA per rimbalzi d'attacco (23.6% di OReb%, pazzesco), decimo per quelli difensivi, in generale un giocatore di rara aggressività e cattiveria agonistica. Peccato appunto. Perchè è stato misurato 1,96m senza le scarpe (ma anche un'apertura di braccia calcolata 2,18m), perchè è un lungo che gioca pericolosamente sotto al ferro e perchè per doti offensive è più vicino al pivot che ad un'ala grande; e non giochi pivot nella NBA se sei meno di 2 metri. Pochissimi movimenti offensivi degni di nota, jump shoot quasi inesistente, più che sospetto ai liberi. Ma dopo il caso Millsapp nessuno vuole far scivolare tanto in basso un giocatore che potrebbe ripetere le gesta dell'ex Louisiana Tech. Io credo sia ancora più piccolo del giocatore dei Jazz, certamente meno atletico e forse anche più limitato a livello offensivo (parlo del Millsapp appena uscito dall'università). Più facile che sia un Danny Fortson o un Reggie Evans dunque. Per il Player Efficiency Rating miglior giocatore dell'ultima stagione di College Basketball (38.9!). Quest'anno 15.7 punti, 12.3 rimbalzi, 1.5 recuperi, 59.3% dal campo e 126.8 di Offensive Rating.


Gerald Henederson, 6-5, SG, Duke - Il post di oggi passerà alla (piccola) storia del blog come quello in cui sbagliai clamorosamente le previsioni sui prospetti. Ma anche Henderson è un giocatore che non mi convince. O meglio: non mi convince così in alto all'interno del Draft. Nei giorni scorsi vi ho parlato di Ellington e la guardia di UNC mi sembra decisamente più forte. Certo parliamo di giocatori diversi: Wayne è un tiratore puro, la guardia dei Blue Devils un penetratore, un atleta eccellente capace di finire nei pressi del ferro anche subendo il contatto fisico. Quello che ha davvero impressionato di Gerald sono le importanti qualità difensive, che lo rendono un potenziale crack difensivo anche a livello NBA: difende praticamente 3 posizioni, un Raja Bell con (molto) meno tiro, gambe migliori e capace di finire nel traffico. Nell'anno da junior a Duke 16.5 punti, 4.9 rimbalzi, 2.5 assist, 1.2 recuperi ma solo il 45% dal campo (e l'ancor più basso 33.6% da 3 punti).


Brandon Jennings, 6-1, PG, Lottomatica Roma (ITA) - Sicuramente il giocatore che ho visto di più. Parto dai punti di forza: primo passo eplosivo, atletico, ha istinto per il gioco, rapidissimo, crea separazione, discreto ball-handling, può diventare un passatore importante. Tutto il resto è un grosso punto interrogativo. Tiratore davvero sospetto, spesso fuori controllo, decision-making da rivedere, va male a rimbalzo, difensivamente e a livello fisico sembra ancora un liceale. Ha faticato a tenere l'uno-contro-uno di tutti quelli che ha incontrato, fossero giocatori di Eurolega o del campionato italiano. Le quotazioni, inutile dirlo, sono scese parecchio: all'inizio dell'anno era dato tra i primi 5, oggi faticherà ad essere chiamato tra i primi 10. Ha giocato in un contesto tecnico difficile, chiamato a dare contributo in una squadra di alta fascia della Serie A e misurandosi con l'Eurolega, la competizione più dura del mondo dopo la NBA. Ma uscito dalla High School prometteva di più. Sono stati spesi paragoni importanti per lui, alcuni avevano azzardato il nome di Tony Parker. Oggi siamo decisamente lontani. Nel campionato italiano 5.5 punti, 1.6 rimbalzi, 2.3 assist, 2.1 recuperi e il 20.7% da 3 punti. Cifre simili anche in Eurolega: 7.6 punti, 1.6 rimbalzi, 1.6 assist, 1.2 recuperi con il 26.8% dalla lunga distanza.

20/06/09

NBA Draft, 20th - 16th

Terzo post dedicato alla presentazione del Draft NBA. Oggi mi occupo di quei giocatori che al momento potrebbero essere selezionati tra la sedicesima e la ventesima chiamata. Tra gli altri, il duo dei Tar Heels campioni NCAA Lawson-Hansbrough.


Tyler Hansbrough, 6-9, PF, UNC - L'uomo dei record, almeno a livello NCAA. Hansbrough si presenta al Draft con numeri importanti ma dopo aver scritto pagine storiche del campionato collegiale arriva alla notte di New York senza aver del tutto cancellato i dubbi su un potenziale da molti considerato limitato. Parliamo di un'ala grande dalle eccellenti capacità realizzative, forte a rimbalzo, duro, un agonista. Ma anche di un giocatore probabilmente piccolo per le aree NBA (2,04m), con un arsenale offensivo che andrà valutato quando entrerà nella Lega, dove non avrà lo strapotere tecnico-fisico che ne ha fatto per anni un dominatore a livello universitario. Tuttavia le qualità, l'impegno, l'essere un lavoratore con pochissimi eguali non potranno farlo scendere più di tanto e sarà quasi certamente uno dei primi 20 nomi ad uscire dalla bocca di David Stern. Estremamente produttivo in attacco (124.0 il suo Offensive Rating), è un lungo che non ha paura del contatto fisico, guadagna tantissimi falli (7.9 per 40 minuti di gioco, quarto a livello NCAA nella classifica guidata da Blake Griffin) e concretizza dalla lunetta (84.1% ai liberi). Lo paragonano a Millsapp, qualcuno si spinge fino al nome di Luis Scola. Io dico che potrebbe essere un Corliss Williamson bianco. Nell'anno da senior 20.7 punti, 8.1 rimbalzi, 51.2% dal campo, 30.4 di Player Efficiency Rating.

B.J.Mullens, C, 7-0, Ohio State - Primo pivot che presentiamo in questo draft, giocatore di cui non sono propriamente innamorato. Grande fisico (già adesso siamo a livelli NBA), buonissime mani per finire, atleta, stoppatore e i classici 213 cm che non si insegnano. Al momento non è un giocatore di post, difensivamente da costruire, anche in attacco non produce tantissimo. Oggi non scommetterei un centesimo su un suo futuro da grande nella NBA ma non spendere una scelta di metà primo giro su uno con quel pacchetto fisico-atletico è francamente difficile. E le mani sono davvero morbide, cosa che ha spinto molti a paragonarlo a Kaman. Nella sua stagione a Ohio State 8.8 punti, 4.7 rimbalzi, 1.1 stoppate con il 63.8% di percentuale reale e il 6.8% di Blk%.

Terrence Williams, 6-6, SG/SF, Louisville - Parliamo probabilmente del miglior senior disponibile in questo Draft. Giocatore completo, sa fare più o meno tutto. Buonissimo repertorio in attacco (ma non è un realizzatore), fisico super, atleta, più che discreto trattatore del pallone, Williams è anche un passatore solido (27% di Assist Rate) e il giocatore ideale da mettere sulle linee di passaggio (3.9% di Steal%, 60esimo in tutta la NCAA). Miglior rimbalzista nella squadra di Samuels e Clark (giocando sostanzialmente da esterno), è comunque un tiratore di liberi sospetto (58.1%, pochino per giocare guardia nella NBA), a volte sembra fuori controllo. Vale comunque una scelta tra le prime 16-17, non mi sorprenderei se qualcuno potesse sceglierlo anche più in alto. A Louisville sotto coach Pitino 12.5 punti, 8.6 rimbalzi, 5.0 assist, 2.3 recuperi, 38.5% da 3 punti.

Ty Lawson, 5-11, PG, UNC - Continuo a credere che sia stato il miglior giocatore dell'ultimo campionato NCAA. Playmaker, forte fisicamente nonostante l'assenza di centimetri (1,80m, forse), realizzatore, tiratore, gestore del ritmo e dei possessi senza eguali a livello universitario. La guida perfetta per la macchina di coach Williams, esaltato dai ritmi alti cui hanno giocato, anzi hanno dominato i Tar Heels versione 2009. Esagero: in alcune partite mi ha ricordato Chris Paul (ma non è il fenomeno degli Hornets). Il talento è lì da vedere. Eppure c'è qualcosa di lui che ancora non convince gli scout NBA. Senza dubbio un giocatore piccolo, anche per la posizione di playmaker, si hanno delle perplessità (per carità legittime) sul suo effettivo rendimento in un sistema che fa correre di meno rispetto a quello di Carolina e sulle sue doti difensive, sotto il par onestamente parlando. Primo d'America per produzione offensiva (ORtg 134.3!), 15esimo per True Shooting Percentage (60.7%), 20esimo per Assist Rate (35.6%), miglioratissimo nel tiro da 3 punti (47.2% su oltre 3 tentativi per partita). Fosse per me verrebbe chiamato tra i primi dieci. Nell'ultimo anno 16.6 punti, 3.0 rimbalzi, 6.6 assist, 2.1 recuperi e il 56% netto nel tiro da 2 punti.


James Johnson, 6-7, SF, Wake Forest - C'è chi lo paragona a Danny Granger. Senza dubbio parliamo di un'ala dal grande istinto per il gioco, di un giocatore che sa segnare, sa andare a rimbalzo, sa difendere. Il ragazzo unisce ad un discreto atletismo un' "apertura alare" di 2,15m, cosa che lo rende uno stoppatore di assoluto livello e una small forward di fatto più alta dei suo 201 centimetri. Da qui a paragonarlo alla stella dei Pacers però ce ne passa. Tiro da migliorare, in generale deve crescere come giocatore perimetrale per avere davvero impatto giocando da numero 3 nella NBA. Difficile comunque passare il suo nome, potrebbe essere uno dei grandi giocatori del prossimo Draft tra quelli che al momento non sono sotto i riflettori. A Wake Forest un secondo anno da 15.0 punti, 8.5 rimbalzi, 1.5 stoppate, 1.4 recuperi e il 54.2% al tiro (ma solo il 31.9% da 3 punti).

19/06/09

NBA Draft 2009, 25th - 21st

Proseguo con l'analisi del Draft NBA. Tra i ragazzi che presento oggi anche Teague e Young, considerati da molti analisti giocatori di sicuro impatto a livello NBA.


Chase Budinger, 6-7, SG, Arizona - Ciò che convince di lui è allo stesso tempo...quello che non convince: tiratore super, grande atleta, IQ cestistico sopra la media ma anche dubbi sulle sue doti in difesa e perplessità su un arsenale offensivo che appare limitato (tiro a parte). Sembra più l'identikit di uno specialista ed è ciò che probabilmente porterà quello che è il miglior catch-and-shooter del prossimo Draft ad una chiamata sotto la numero 15. Atleta importante anche per la NBA (non lo direste ad una prima occhiata), è anche un rimbalzista interessante (6.2 di media quest'anno) e un passatore solido (3.4 assist non giocando esattamente da playmaker). Nell'anno da Junior ad Arizona 18.0 punti e il 39.9% da 3 punti.

Darren Collison, 6-1, PG, UCLA - Cominciamo col dire che è un playmaker. Insomma non è la classica guardia costretta a giocare in PG per mancanza di centimetri. Collison piace per la capacità di decisione sotto pressione, il trattamento della palla, il fatto che nell'ultima stagione sia migliorato nel tiro dalla lunga distanza (39.4%). E' comunque un giocatore piuttosto piccolo (1,84m) non esattamente esplosivo e che deve ancora convincere nelle percentuali dalla lunga (vero che tira con quasi il 40% ma con soli 3.0 tentativi da oltre l'arco per partita). Buon tiratore di liberi si avranno fino all'ultimo dubbi sulle possibilità che un giocatore così poco fisico abbia impatto a livello pro. A UCLA ha chiuso il 2009 a 14.4 punti, 4.7 assist, 2.4 rimbalzi e 1.6 recuperi.


Sam Young, 6-6, SF, Pittsburgh - E' senza dubbio tra i giocatori più interessanti del basso primo giro. Sostanzialmente un 3-4 molto fisico (ma sarà impossibile vederlo giocare da 4 nella NBA a 1,97m) adatto al ruolo dello "specialista difensivo che non ti danneggia in attacco". Sa fare canestro, sa giocare il post medio, sa utilizzare i suoi muscoli, sa andare a rimbalzo. Limiti? Probabilmente oggi non è nè un numero 3 nè un numero 4, e continua a destare sospetti il suo raggio di tiro (limitato per un'ala piccola) nonostante i miglioramenti del suo senior year (37.2% dalla lunga su oltre 4 tentativi di media). C'è chi lo paragona a Posey, al college è stato un buon realizzatore certamente efficacie in difesa. Ha chiuso la carriera universitaria a 19.2 punti e 6.3 rimbalzi con il 55.2% da 2 punti.


Jeff Teague, 6-2, PG/SG, Wake Forest - Partiamo da un presupposto: il giocatore non mi fa impazzire. Non ho mai amato particolarmente coloro che giocano nella posizione di playmaker senza essere dei veri registi. Senza dubbio Teague è un tiratore (molto buono oltretutto), meglio un realizzatore, capace di far canestro in tanti maniere diverse e di finire con il contatto nonostante sia "solo" 1,86m. Ma non è assolutamente un playamaker. Chi lo prende avrà in mano un giocatore di grandissimo talento ma che al momento ha problemi di decision making, perde tanti, troppi palloni, e che ha difficoltà a gestire la squadra nei momenti clou della partita. Le sue quotazioni sono scese in maniera importante dopo l'eliminazione di Wake Forest dal torneo NCAA. Il talento però c'è tutto accompagnato da un atletismo sopra la media per la posizione che ricopre; difficile che non venga scelto tra la decima e la ventesima/ventunesima posizione. Nel suo sophomore year 18.8 punti, 3.3 rimbalzi, 3.5 assist, 44.1% da 3 punti ma anche 3.4 palle perse di media.

Eric Maynor, 6-3, PG, VCU - Ecco questo è un playmaker. Il talento puro non sarà quello di Teague ma Maynor è senza dubbio un regista in grado di guidare una squadra. Il ragazzo è un eccellente giocatore di pick'n'roll, buonissimo trattatore della palla, capace di finire nel traffico e dotato di un buonissimo "mid-range-game". Mi ricorda un Andre Miller realizzatore, anche se forse il paragone più indicato è quello di un Chauncey Billups con meno tiro perimetrale. Eccellente passatore (sesto assoluto nella classifica NCAA della Assist Rate), ha delle lacune nel tiro da fuori, per altro migliorabili (ha tirato con il 36.1% da 3 nel suo anno da Senior su 5.4 tentativi a partita). Difensivamente deve migliorare, alcuni scouting report parlano addirittura di fondamentali difensivi tutti da costruire. Non un atleta spaventoso ma neanche Brian Scalabrine. L'ho visto una sola volta contro UCLA (quando per altro sfiorò con la sua VCU l'impresa ai danni dei Bruins) e mi è piaciuto molto. Le statistiche dicono: 22.4 punti, 3.6 rimbalzi, 6.2 assist con il 51.6% nel tiro da 2 punti.