29/05/09
Ancora Lui, Sempre Lui
28/05/09
Accoppiamento Indigesto
Seconda partita, secondo scontro. E' il 17 Marzo e Cleveland vince in casa per 97-93, dimostrando di essere la miglior squadra della Lega. Ilgauskas e West sono rientrati, Orlando tira con il 45.6% dal campo e con il 35.7% da 3 punti, Howard limitato a 13 punti dal rientro del lituano. Le previsioni fatte dopo la gara di fine Gennaio sembrano dunque confermate dal campo. Eppure Orlando perde di soli 4 punti una partita che tutto sommato gioca male, con Rashard Lewis che chiude con 6 punti e 3/15 dal campo e con un Lebron James "costretto" a una prova monstre da 43 punti, 12 rimbalzi e 8 assist per far vincere il suoi. Le notizie positive per i Cavs arrivano da Mo Williams, autore di 21 punti con 9/20 dal campo dopo la pessima prova del 29 Gennaio (12 punti ma solo il 26.7% di FG%).
La terza e ultima sfida della Regular Season si gioca ancora alla Amway Arena. Cleveland è lanciatissima verso il primo record della Lega, Orlando sta per chiudere una stagione super, tra le migliori della sua storia. Storia che non ha invece il match del 3 Aprile: i Magic dominano in lungo e in largo, e il punteggio(116-87) per una volta sarà lo specchio fedele di ciò che si è visto sul terreno di gioco. Orlando chiude la miniserie stagionale sul 2-1 ma in pochi pensano che questo sia un campanello d'allarme per i Cavs di Lebron. In fondo l'ultima partita è stata condizionata dalle strepitose percentuali dei Magic (53.7% dal campo, 48.1% da 3 punti) e dalla pessima giornata dei Cavs che chiuderanno con un pessimo 36.9% di FG%. Giornataccia, capita. Eppure Mo Williams conttinua a faticare, Ilga non riesce a limitare Howard (20+11 per DH), Orlando sembra avere le armi adatte per scardinare la difesa di Cleveland.
Eccoci finalmente alle finali di Conference. Doveva essere una passeggiata, gli imbattuti Cavs avrebbero dovuto spazzare via i balbettanti Magic costretti a gara-7 dai Boston Celtics orfani del loro leader Kevin Garnett. E invece la serie dice altro; almeno in questo momento. Non basta un immaginifico James da 42.3 punti, 7.3 rimbalzi, 7.3 assist e il 50.9% dal campo, un Lebron che ha anche evitato la seconda sconfitta casalinga con la clamorosa tripla allo scadere di gara-2. Orlando oggi è padrona della situazione, e sta superando i Cavs tirando con le seguenti percentuali: 49.3% dal campo, 42.9% da 3 punti. Buone certo, ma non esattamente eccezionali. Cleveland invece fa fatica, soprattutto al tiro: 44.2% di FG%, 26.1% da oltre l'arco. Cifre basse, che al momento condannano una squadra che perde meno palloni (12.8 contro 13.2) e va meglio a rimbalzo (38.3 contro 36), soprattutto in attacco (8.5 rimbalzi offensivi di media per i Cavs). Il tutto con super James dalla loro parte.
Stanotte una decisiva gara-5. Win or Go Home per i Cavs. Comunque andranno a finire partita e serie molti di noi dovranno ricredersi. La Regular Season diceva la verità: i Magic sono davvero un avversario scomodo per Lebron e compagni.
15/05/09
Quantità/Qualità
Una prima occhiata alle statistiche per partita ci dice che Smith segna quasi 3 punti in più rispetto al 2008 (15.2 contro 12.3), prende più rimbalzi (3.7 contro 2.1), passa meglio la palla (2.8 assist contro 1.7). In realtà il cambiamento del nostro amico Earl (questo il suo vero nome) passa soprattutto dal minutaggio: Smith gioca 27.7 minuti di media contro i 19.2 dello scorso anno (+8.5), il che lo ha portato a produrre un maggior numero di punti venendo dalla panchina anche tirando peggio della stagione 2008. J.R. infatti viaggia con il 44.6% di percentuale dal campo contro il 46.1% dello scorso anno il che non gli ha impedito di aumentare la sua media punti. Come? Semplice, tirando oltre 2 volte in più per partita (11.7 contro 9.1). Un dato oltretutto per niente influenzato dal tiro da 3 punti come dimostra il fatto che segni lo stesso numero di triple (2.2 contro 2.1) prese con lo stesso numero di tentativi (5.6 contro 5.3); le percentuali sono di conseguenza pressochè identiche: 40.3% di 3P% quest'anno, 39.7% nel 2008. Smith spara da oltre l'arco come lo scorso anno, semplicemente prende più tiri da 2 punti giocando un numero maggiore di minuti.
Che il rendimento dell'uomo da San Benedict's High School non sia così entusiasmante come molti pensano è confermato anche dai valori del Player Efficiency Rating: 22.8 nel 2007-2008, 20.9 quest'anno. La differenza è minima e questo non fa che avvalorare la nostra tesi: J.R. è quello dello scorso anno, semplicemente gioca di più. Le stesse cifre nei Playoffs sono piuttosto simili: lo scorso anno nei 27 minuti di media della serie contro i Lakers viaggiava a 18.3 punti di media; quest'anno in 26.9 minuti Smith realizza 16.3 punti. Numeri piuttosto vicini, considerato che probabilmente giocando un maggior numero di gare nella post-season 2008 le medie dell'ex guardia degli Hornets si sarebbero avvicinate a quelle attuali.
Dove è davvero migliorato Smith? A rimbalzo. Smith cattura 1.6 rimbalzi in più dello scorso anno, ma soprattutto cattura il 7.7% dei rimbalzi totali disponibili contro il 5.8% della precedente stagione. Miglioramente ben visibili anche nei Playoffs, dove rispetto al 2008 cattura i soliti 1.6 rimbalzi in più a gara (3.4 contro 1.8) giocando lo stesso numero di minuti.
Più minuti (quantità), migliore a rimbalzo (qualità): questo è il J.R. del 2009.
14/05/09
Il T-Mac d'Europa - Seconda Parte
13/05/09
Il T-Mac d'Europa - Prima Parte
McIntyre arriva in Europa nel 2003, scelto da coach Finelli e dal GM Alessandro Crovetti come il nuovo playmaker di Ferrara. La Carife disputa una stagione importante ma si scontra in semifinale contro la Virtus di Bologna, guidata dal duo ex NBA Charlie Smith-Rick Brunson. E' proprio il duello con Brunson a dare qualche dubbio su Terrell, autore di una Regular Season fantastica che chiuderà con cifre di assoluto valore: 17.3 punti, 3.1 rimbalzi, 3.5 assist, 56.6% da 2 punti, 46.5% da 3 e una OER (Efficienza Offensiva, sostanzialmente punti per possesso) pari a 1.11. Nello scontro contro l'ex guardia di Portland infatti, McIntyre soffrirà tantissimo nelle prime due partite (5 e 8 punti rispettivamente in gara 1 e gara 2) riprendendosi soltanto nella terza partita (25) con i buoi già scappati dalla stalla.
E' probabilmente questo il motivo per cui l'uomo da Clemson rimane il Legadue, dove firma un annuale con l'Upea Capo D'Orlando che gli affida le redini della squadra. Terrell sale ulteriormente di colpi, migliorando sostanzialmente in tutte le categorie statistiche e peggiorando solamente nella percentuale al tiro da 3 punti, scesa al 36% (ma quella da 2 arriverà a sfiorare il 60%!). In particolare è il numero di assist a crescere sensibilmente: 121 in 26 gare per una media di 4.7 ad allacciata di scarpe contro i 112 dell'anno precedente; si ma in 32 partite. L'Upea stravince il campionato e il piccolo playmaker americano (1,75m) può finalmente esordire in Lega A.
12/05/09
L'addizione decisiva?
Sul mercato dei Free Agent a credere in lui sono i Milawaukee Bucks che gli affidano la regia della squadra: 10.2 punti a partita e oltre 6 assist di media; non sarà Stockton (ecco che tornano i Jazz nel nostro racconto) ma per un secondo anno sono cifre discrete. La buona stagione non gli vale la conferma da regista titolare: dal Draft arriva infatti T.J. Ford, che conquista il posto di play titolare per la franchigia del Wisconsin. La stagione del nostro uomo è comunque buona e dirà alla fine 12.1 punti a partita, 4.0 assist, 2.5 rimbalzi. Sostanzialmente sono le cifre di T.J. che smazza 2.6 assist in più a gara, prende più rimbalzi ma realizza la stessa media punti e tirando con percentuali peggiori. C'è un però: gioca quasi 10 minuti di più a partita. Milwaukee riceve in estate un'offera importante per Ford (dai Raptors) e avendo in casa il nostro ragazzo decide di cedere il playmaker da Texas.
Tre uomini per un Premio
Supponiamo per un momento che il premio non sia ancora stato assegnato e consideriamo le cifre stagionali di tre giocatori che per mantenere anonimi (ma solo per un momento) chiameremo Giocatore A, Giocatore B, Giocatore C. I tre ragazzi in questione saranno tre dei nominati al premio di Most Improved Player del 2009. Vediamo dunque nel dettaglio i loro numeri:
- Giocatore A: 25.8 punti, 5.1 rimbalzi, 2.7 assist, 1.0 recuperi, 1.4 stoppate, 44.7% dal campo, 40.4% da 3 punti, 21.8 di Player Efficiency Rating (PER)
- Giocatore B: 25.3 punti, 6.5 rimbalzi, 2.8 assist, 1.3 recuperi, 0.7 stoppate, 47.6% dal campo, 42.2% da 3 punti, 20.8 di PER
- Giocatore C: 21.3 punti, 3.3 rimbalzi, 6.9 assist, 1.7 recuperi, 0.2 stoppate, 43.8% dal campo, 29.1% da 3 punti, 21.6 di PER
Come è certamente visibile da questi numeri la lotta per il titolo di MIP della stagione avrebbe dovuto vedere un testa a testa tra A e B, molto simili sia come pure cifre che come rendimento complessivo con qualche piccola differenza tuttavia non decisiva per il giudizio sul giocatore. C autore di un'eccellente stagione sembra abbastanza lontano (PER e assist a parte) dall'eccellenza dei primi due.
Scopriamo ora i nomi dei tre giocatori: A è Danny Granger, B è Kevin Durant, C è Devin Harris. Un testa a testa tra Granger e Durant? Vediamo la classifica stagionale del premio:
- Danny Granger, 48 voti come MIP e 364 punti totali
- Devin Harris, 43 voti come MIP e 323 punti totali
- Kevin Durant, 6 voti come MIP e 83 punti totali
Quindi Durant ha preso 42 voti come MIP meno di Granger, e un totale di 281 punti in meno rispetto all'ala dei Pacers; 37 voti e 240 punti in meno rispetto a Harris. Francamente inspiegabile. Perchè? Perchè a vincere non è il giocatore (A, B, C, D, o Z che sia) ma la squadra e quindi trionfa l'ala dei Pacers (36 W), secondo è il playmaker dei Nets (34 W) e terzo è l'esterno dei Thunder (solo 23 W).
Vi chiederete: lo straordinario Lebron James del 2009, avesse chiuso con il terzo/quarto record della Lega avrebbe vinto il premio di MVP? Se la vostra risposta è no o se avete anche il minimo dubbio avete la mia comprensione
